mariapiaromano2015MARIA PIA ROMANO, nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei Giornalisti dal 2000. Scrive per testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica, uffici stampa ed organizzazione di eventi. Ha vinto una segnalazione in sezione Cultura al Premio “Michele Campione” Giornalista di Puglia, settima edizione 2010.

MARIA PIA ROMANO Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, “Linfa” (LiberArs, 1998), “L’estraneo” (Manni, 2005), “Il funambolo sull’erba blu”, (Besa 2008) e “La settima stella” (Besa 2008) e il romanzo “Onde di Follia” (Besa 2006), L’anello inutile (Besa 2011-2012-215), che ha ottenuto le Tre penne di Billy il Vizio di leggere, Rai 1, e finalista Premio Nabokov, e La cura dell’attesa (Lupo 2013), vincitore Premio Libriamola 2013, Premio Carver, Premio Il Tombolo Città di Cantù e Premio Città di Mesagne.

Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per i suoi lavori. Le sue poesie sono inserite nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa. è stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il festival della letteratura italiana in Brasile del 2011.

DIMMI A CHE SERVE RESTARE 

“Per tutta la vita mi sono trattenuta dal dirgli che lo amavo. C’è un piacere segreto in ogni confessione mancata.” “DIMMI A CHE SERVE RESTARE”, Il Grillo editore.

Una storia d’amore e di mare, il canto di un’assenza, che si snoda attraverso gli occhi di un figlio, di un padre, di due donne, dall’estate 2005 all’autunno 2015.

Un romanzo ambientato nel Salento, che con i suoi colori e la sua musica, diventa luogo dell’anima dei personaggi, anime inquiete in cerca di risposte. Che la vita dà solo quando smetti di chiedere.

Booktrailer

Dimmi-a-che-serve-restareLA TRAMA: Estate 2005: due amici, uno neopatentato, l’altro in procinto di diventare maggiorenne, decidono di trascorrere una giornata in spiaggia e poi di andare al concerto dei Negramaro a Gallipoli. Adorano quella band e conoscono a memoria tutte le canzoni, ma per uno scherzo del destino non arriveranno mai a quel concerto.

Trascorrono gli anni: l’assenza diventa presenza nel racconto di chi ha amato. Un uomo rivive attraverso i sogni segreti di suo figlio, che si inventa un nome e degli amici immaginari per sfuggire alla paura; attraverso il ricordo del padre, che nel dialogo con il mare affonda le sue malinconie di genitore che vive il lutto più atroce; attraverso i pensieri della donna che lo ha amato per dieci anni, in punta di piedi, scegliendo di restare sullo sfondo.

Il booktrailer https://www.youtube.com/watch?v=eXCcwEDnBTg

PRESENTAZIONE:
Mercoledì 21 giugno ore 19
, Galleria Capece, Piazza Aldo Moro 39, Maglie (LE)

La Fondazione Capece di Maglie presenta mercoledì 21 giugno alle 19 il romanzo di Maria Pia Romano “Dimmi a che serve restare”, Il Grillo editore, presso la Galleria Capece a in Piazza Aldo Moro 39. L’evento si inserisce nell’ambito della programmazione della Fondazione ed è organizzato in collaborazione con la Libreria Europa. Dialoga con l’autrice Carla Ruggeri. In Galleria mostra fotografica di Mauro Minutello.

 

LA CURA DELL’ATTESA

di Maria Pia Romano – Lupo editore

«Non era nuda abbastanza se non scioglieva i capelli. Lui la obbligava a farlo, ogni volta». Davide è stato per Alba la rivelazione della pulsante voce della vita, la scoperta dell’amore che s’incide sulla pelle, per la prima volta. Nel trascorrere degli anni lei ha cercato di scacciare l’immagine inopportuna di un volto riemergente dal passato, è diventata una donna decisa e brillante: un ingegnere capace di spiegare ai suoi studenti il mondo dei motori disegnando alla lavagna curve perfette come il suo grembo, tenero portatore di nuova vita.lacuradell'attesa

Nell’attesa, Alba sfoglia le pagine della sua esistenza: l’infanzia chiusa nel cerchio perfetto della sua casa, gli anni a Ruvo di Puglia, poi il trasferimento nel Salento, la dedizione allo studio, le oscillazioni dell’animo. E lo sguardo innamorato di Filippo, il suo presente.

Cos’è l’amore? Il calore della sicurezza che accarezza e non delude? Oppure la sottile incertezza che sa infiammarsi di passione, facendo invertire la rotta all’improvviso? Le grandi storie come questa possiedono la forza per navigare in un mare di parole.

Dal 17 gennaio 2013 in libreria
Distribuzione Messaggerie Libri, promozione Lift Vivalibri. Prenota la tua copia

La cura dell’attesa è Vincitore del Concorso Nazionale Libriamola 2013 (28 agosto 2013 Mola di Bari), e Vincitore Premio Carver 2013 (20 Ottobre Civitavecchia, Roma).

(Bruno Luverà, TG1 su La cura dell’attesa) “Una storia contemporanea, una donna coraggiosa, proiettata nel vortice di una vita precaria, affannosa, accelerata. La scelta di cambiare, lasciandosi andare, alla forza primordiale della vita. Alba, la protagonista del romanzo di Maria Pia Romano, fa della sua fragilità un fattore di forza. Divisa nella sua piccola patria pugliese, tra il cuore di pietra di Ruvo e le profondità dell’estremo oriente del Mar Mediterraneo, in terra salentina, trasforma “La cura dell’attesa” (Lupo editore) nella gioia inaspettata dell’amore.”

Cos’è l’amore? Il calore della sicurezza che accarezza e non delude? Oppure la sottile incertezza che sa infiammarsi di passione, facendo invertire la rotta all’improvviso? Le grandi storie come questa possiedono la forza per navigare in un mare di parole.

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“L’ANELLO INUTILE
di Maria Pia Romano

Si intitola “L’anello inutile” il nuovo libro di Maria Pia Romano ed è edito da Besa. Una prosa d’acqua, aria, terra e fuoco. Una dichiarazione d’amore al Salento. Una storia di uomini e donne uniti, ciascuno a suo modo, da un anello…
Il Salento prende alla gola. E ti sa rubare l’anima.
Luogo troppo selvatico per lasciarsi conquistare. Anche la sua gente è così.
Qui le tarantate dicevano di sentire la noia all’inizio del male.
Gli uomini andavano a fare l’olio nelle viscere della terra, incitando gli animali a spingere la ruota e stordendosi con l’oppio per non sentire la fatica.
Nelle campagne che s’incontrano andando dalle Orte verso il faro della Palascia, la terra è rossa. Ci si può perdere, inseguendo il filo rosso che qui lega la terra, il cielo e l’acqua.
Un sottile scoloramento di memorie adriatiche. Un annebbiamento dei sensi. Un capogiro.
Cosa rimane quando non si ha più niente da perdere?

“Solo la natura, che ha in sé il segreto della vita, può scolpire le storie nel grembo del tempo.”

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Terza edizione de L’anello inutile. Copertina firmata da Chiara Spalluto.

 
“Solo la natura, che ha in sé il segreto della vita, può scolpire le storie nel grembo del tempo.”

Quarta di Copertina:
(Antonio Errivo, Nuovo Quotidiano di Puglia) “Se dovessi rintracciare delle coordinate per questa narrazione, le individuerei in Seta di Alessandro Baricco e Neve di Maxence Fermine: soprattutto per l’evanescenza delle atmosfere, per quel continuo slittamento da sensazione a sensazione, da impressione a impressione, per quell’accentuazione delle emozioni, e poi anche per la rarefazione lessicale che in qualche tratto diventa vaporosa…”

(Daniela Pastore, Gazzetta del Mezzogiorno) “Poesia che incontra gli elementi della natura, parole che pesano come un bilancino granelli infinitesimi di verità, immagini pennellate come acquerelli. È un caleidoscopio di paesaggi, forme geometriche, viaggi, labirinti, memorie…”

(Bruno Luverà, Billy il vizio di leggere, TG1) “Maria Pia Romano ti trascina nelle profondità del sogno, del desiderio inespresso, ti fa mancare il respiro, per poi respingerti velocemente in superficie. Girandole di parole. Giri pagina e respiri, ti fermi a pensare, ricominci a leggere. Un libro di onde, marine, dell’anima. Onde che ti sollevano dal rifugio e dalla nicchia che ti costruisci, onde di vita.”

 

“THE END

di Maria Pia Romano, Vittorio Catani, Cristò, Vito Antonio Loprieno, Leonardo Palmisano, Marisa Vasco

Raccolta di racconti basati sulla semplicità presentato giovedì 24 maggio 2012 da  con le loro narrazioni hanno risposto con semplicità e nel modo più a loro congeniale ad alcuni interrogativi che, dall’inizio di questo fatidico anno, stanno tormentando gli uomini:

Cosa faresti se sapessi di morire insieme a tutta la specie umana e animale presente sulla terra il prossimo 21 dicembre 2012?
Come vivresti il tempo che ti rimane?
Saresti capace di sovvertire la tua vita o continueresti come se nulla dovesse accadere?
Chi cercheresti tra le persone che conosci, che ami, con cui vivi o che hai allontanato dalla tua vita?

Paura, speranza, rassegnazione, solidarietà, rabbia, condivisione, curiosità: sentimenti variegati, generati dal timore di un’apocalisse senza un nuovo inizio. Questi racconti collocano la fine del mondo dietro le quinte, mentre gli scrittori stanno seduti a tavolino, con la penna tra le dita, a indagare l’animo umano fin nel profondo. The end. La fine. Quel 21 dicembre 2012 che, secondo un’interpretazione del calendario Maya, dovrebbe coincidere con la fine dell’Età dell’Oro.

Ma chi segue con attenzione queste profezie saprà bene che ce ne sono state altre negli anni 1000, 1260, 1836, 1967. E chi non ricorda il nome di Nostradamus che profetizzava la fine del mondo in coincidenza con la fine del secondo millennio. Ma pare che anche lo scorso 21 maggio 2011, come alcuni sostengono, a 7000 anni dal diluvio universale, si sia parlato del cosiddetto giorno del Giudizio Universale. Newton ha vaticinato la fine del mondo per il 2060, altri “profeti” per il 2240 e ancora per il 2280 e il 3797. Una fantomatica fine della civiltà, l’estinzione dell’uomo, una pandemia universale, una terza guerra mondiale atomica, una glaciazione globale, un’inversione del campo magnetico terrestre. Tutto questo sarà, e anche di più, The end.

Edito da Il Grillo di Gravina. www.ilgrilloeditore.it