“Quanto mi dai se ti uccido?” di Walter Spennato, edito da Besa editrice.

“Quanto mi dai se ti uccido?” si presenta senza dubbio come un libro provocatorio e sarcastico, ma cela dei contenuti che ne fanno molto di più. Tra le righe, infatti, il lettore scorgerà una satira politica e sociale sottile e puntuale e i grandi temi di attualità affrontati ne fanno un libro autentico, capace di far identificare il lettore in più racconti. Dal precariato al femminicidio, fino ad arrivare all’attuale governo, Spennato ha rappresentato, senza far nomi, tutta la società, nella sua bruttezza e indifferenza.

L’omicidio come lente d’ingrandimento necessaria per parlare dei problemi poiché, come testimonia la grande attenzione degli italiani per la cronaca nera, spesso solo tramite un delitto si può discutere di ciò che l’ha causato, proprio come è emerso, nella sua ferocia, il fenomeno del femminicidio nel Belpaese.

La scrittura di Spennato fa riflettere e ridere al tempo stesso, ridere delle nostre brutture e ossessioni, ridere di noi stessi insomma, ma si sofferma amaramente anche sui temi sociali.

“Quanto mi dai se ti uccido?” è riccamente corredato da illustrazioni a colori realizzati appositamente da Laurina Paperina, mentre la prefazione è stata affidata alla nota attrice Anna Mazzamauro. Nella lettura spesso cerchiamo consolazione, relax, ma non è questo il caso. «E se cerchi di essere rassicurato dalla lettura – scrive la Mazzamauro – sarai invece provocato». Questo libro è il buco della serratura di Norman Bates, il frigorifero di Patrick Bateman. Certo, un po’ meno gotico e molto più ironico.

Scrive Angela Leucci: «Mi chiamò segaiolo, prima di segarla». È questo uno dei racconti contenuti nella raccolta “Quanto mi dai se ti uccido?”, terza opera di Walter Spennato, già pièce teatrale, per i tipi di Besa.

È difficile cercare gli attributi per questo volume. È una stilettata. È un colpo al cuore e un colpo ai reni, come quando morì la baronessa di Carini. È un flash continuo che ti invoglia a leggere.

Nella banalità della cronaca che ripete assassini e crimini efferati, e te li racconta come si parlasse della lista della spesa, Spennato rende palese la brutalità in maniera assolutamente spontanea e irriverente. Nelle sue parole il sorriso non è qualcosa che inacidisce sulle labbra, piuttosto qualcosa che passa direttamente al cervello, come una scossa elettrica, spingendo il lettore a ragionare sul senso che ha assunto la corrente pulp oggi (e la deriva pulp della realtà stessa).

Spennato si fa eleggere principe di una beffa, che ci vorrebbe sensibili, e invece così non è: siamo più cinici, tutto ci scivola da dosso, come un lenzuolo cosparso del sangue delle vittime e portato in una lavanderia a gettoni. La sua è una prosa breve, che scorre, ma non per questa è scevra di sorprese che più che catturarti ti assalgono, non ti lasciano scampo, come in quegli incubi in cui è impossibile trovare via d’uscita.

Walter Spennato walterspennato@gmail.com

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WALTER SPENNATO è nato a Gallipoli nel 1972. È dottore di ricerca in Sociologia dei fenomeni culturali e dei processi normativi presso l’Università degli Studi di Urbino.

È presidente di POLYBIUS Associazione culturale a Km0, con la quale si occupa di formazione e di organizzazione di eventi culturali a basso impatto ambientale. È responsabile del Presidio del libro di Racale. È l’ideatore di VERBA VOLANT Festival dell’Ascolto. Ha pubblicato SexNoir (2006), Piccoli omicidi del cazzo (Besa, 2008).

LAURINA PAPERINA è nata a Rovereto nel 1980 e vive e lavora tra Mori (Trento) e Duckland. Ha all’attivo numerose personali e collettive nazionali e internazionali (New York, Los Angeles, Parigi, Vienna, Cape Town, Barcellona, Madrid, Stoccolma,Tokyo). Collabora anche come disegnatrice con riviste d’arte e di moda italiane e straniere.