Terraròss gruppo di musica popolare della provincia di Taranto. Il Gruppo Terraròss, è composto da 7 musicisti più 1 danzatrice.

DOMINIQUE ANTONACCI (voce, tamburello, percussioni), GIUSEPPE DE SANTO (voce, chitarra, armonica a bocca), ANNA RITA DI LEO (voce, tamburello), STEFANO PEPE (bidonbasso), VITO GENTILE (fisarmonica), NICOLA MANDORINO (chitarra, mandolino), ANTONIO DE SANTO (voce, tamburello, armonica a bocca), CATERINA TOTARO (Danzatrice)

Mo-vene-Natale“Mo vene Natale” il cd di Natale dei Terraròss: musica popolare, tradizioni e ricerca.
Nella tradizione cristiana, il Natale celebra la nascita di Gesù a Betlemme da Maria. Il racconto di questo avvenimento è stato riportato nei vangeli di Luca e Matteo, che narrano l’annuncio dell’angelo Gabriele, la deposizione nella mangiatoia, l’adorazione dei pastori, la visita dei magi.

Il gruppo di Musica popolare Terraròss, nato come un progetto musicale e di ricerca che mira a riscoprire e valorizzare quella che era la cultura di un tempo ormai perduta, ha prodotto un nuovo lavoro discografico dal titolo “Mo vene Natale”, nel quale sono raccolte alcune canzoni natalizie della tradizione popolare.

“È un cd natalizio popolare – ha commentato il frontman del gruppo, Dominique Antonacci – fatto di canzoni popolari non solo pugliesi ma dell’Italia meridionale in genere”.

Nove sono le canzoni presenti, alcune sono della tradizione popolare di alcune regioni. C’è una campana “Quann nascette Ninno”, una siciliana “Sutta n’piedi”, una pastorale tarantina, “Tulì tulì” tipica pugliese e “Nonne nonne” che invece è tratta dalla tradizione del nord barese. All’interno del lavoro ci sono anche due brani inediti, “Lu Natel” prima traccia dell’album, una poesia su questa ricorrenza e “Mo vene Natale” che da il nome al cd. Inoltre nel cd è presente un brano di Gianni Ciardo, “Natalevolmente”, già edito nella seconda metà degli anni ’70 riproposto in una nuova versione.

“Durante il lavoro ci siamo resi conto della mancanza di un lavoro discografico circa la musica natalizia dal punto di vista popolare. Ci abbiamo pensato noi e speriamo che sia di buon auspicio per tutti quanti. Mi sento di ringraziare tutti gli anziani che hanno fatto sì che queste canzoni natalizie di tradizione orale arrivassero fino a oggi e noi abbiamo voluto fissarle su un cd in modo che rimangano nel tempo e che possa essere positivo anche per le future generazioni”.

L’album “Mo vene Natale”, pubblicato da Stranamente music sarà in vendita on line dal 18 dicembre 2015 sulla piattaforma Itunes.

“Tarantella dell’incerto”, l’album dei Terraròss  è disponibile su Itunes e nei migliori negozi di dischi dal lunedì successivo. Progetto musicale nel quale antico e moderno si fondono armoniosamente. Nel corso della stessa,è stato proiettato il videoclip integrale del brano che da il nome all’album, girato interamente a Palagianello, terra delle gravine e del folklore.

Il cd edito dalla Stranamente Music sas, è tra i vincitori del bando Puglia Sounds-Recording Promozione di nuove produzioni discografiche nell’ambito del PO FESR Puglia 2007/2013 Asse IV, sarà disponibile in anteprima dal 26 novembre su Itunes e successivamente nei negozi di dischi.

All’interno del disco, dieci brani, ognuno dei quali contenente nelle parole e nei suoni messaggi di speranza, nove inediti, scritti dalla penna di Giuseppe De Santo e dalla mente creativa di Dominique Antonacci. Questo nuovo progetto vuole essere un inno al lavoro, alla fatica, agli sforzi e alla lotta per realizzare i propri sogni, esaudire i desideri e vincere le battaglie che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare.

La tarantella, vivace danza delle regioni meridionali, è presente per la maggiore, nel disco. Questo per evidenziare la propria identità territoriale e culturale che si afferma sempre di più.

Presente anche la pizzica, forma musicale e ballo popolare originaria del Salento, con la quale rendono omaggio alle proprie radici e all’amore per la terra pugliese e i suoni partenopei delle tammuriate.

Questo perchè la musica dei Terraròss profuma di Sud, attraversa i campi d’ulivo, i vigneti, le piantagioni di tabacco. È una musica che dalle alte cime del Gargano, viaggia attraverso la Murgia per toccare il Salento e per poi, infine, arrivare al mare. Il nostro cammino dalla Puglia arriva anche in Campania passando dalla Basilicata portando con sè sonorità diverse,paesaggi  e profumi differenti ma che, con naturalezza, si lasciano contaminare fino ad una perfetta fusione perchè sono terre vicine, figlie della stessa radice.

“La prima canzone è ‘U sudor du fattor’ che è un brano alla stisa – spiega Antonacci – ovvero un canto improvvisato che avviene secondo botta e risposta. È una specie di stornellata, ma ritmicamente più lenta. Solitamente era improvvisato nei campi, mentre si lavorava. Quindi è un canto di lavoro. Poi c’è ‘Tarantella dell’incerto’ che è la fotografia attuale della società, vista da me e da Giuseppe De Santo. Segue ‘Pizzica Dolcemorso’, realizzata dal maestro Vito Gentile, così chiamata, chiamata in onore della zona dove risiede il maestro, San Basilio. ‘La fressole’ è una rivisitazione della ‘Bicicletta’ del celebre compositore e cantante di musica popolare Matteo Salvatore, modificata nelle strofe, resa un po’ più spiritosa e ribattezzata come fressole, lo strumento dove si frigge. Il brano ‘All’alì’, che non è una canzone arabeggiante, ma vuole dire, proprio, andiamo a raccogliere le olive, quindi è un canto di lavoro.

Questo è una canzone tradizionale che abbiamo rivisitato in stile tammuriata, cantato, in passato, dalle signore quando andavano a raccogliere le olive. Si prosegue con‘U paise addò so nete’, che è un pezzo inedito. Il paese dove sono nato è Palagianello, o Bari, o Taranto o Castellaneta, o qualunque altro. Parla del problema di tutti i paesi e delle città, tra cui lo spettegolare delle gente, su problemi di vario genere. La settima traccia ‘Sime Briganti’ è un pezzo dedicato ai briganti di oggi, ovvero quelli che lottano per una società migliore. Una specie di storia d’amore sarcastica è il brano seguente, ovvero ‘Na sere fubbe criuse’, che parla della storia di uno con una ragazza strana, sia fisicamente che mentalmente. ‘Quand ié bèlle a fè l’amore’ è un inno all’innamoramento in generale. Non parla dell’atto, ma del sentimento. È una canzone molto romantica, scritta dal maestro De Santo, con la musica del maestro Mandorino. Infine c’è ‘Pizzica a Santu Paulo’ che noi abbiamo voluto suonare in una tonalità che solitamente non si usa per le pizziche, cioè in Si. Non so esattamente il perchè, ma c’è la voce secondo cui il Si sia la nota dei miracoli.

Si dice che la gente che ha ricevuto una grazia abbia sempre sentito questa specie di suono che alla fine ha riconosciuto con la nota Si. Per questo motivo, abbiamo voluto farla così. In realtà ha una atmosfera un po’ particolare. Comunque bene”.

“Ballate e non vi stancate mai” è un pò il  loro motto perchè “uno solo è il tempo,uno solo è il ritmo che ci riconduce dal battito della vita,del cuore al battito della terra. E lo sentite nei tamburelli che scandiscono un tempo che non ha tempo. Ritmo da cui una sensuale e frenetica danza prende vita. Danza che sa di dolore, frustrazione nonchè di liberazione e rinascita. Una sola parola:musica!la nostra musica.figlia dell’amore e della passione per la propria terra…e la nostra terra è rossa!Musica…..la musica che profuma di Sud, che attraversa i campi d’ulivo, i vigneti, le piantagioni di tabacco, musica che dalle alte cime del Gargano,viaggia attraverso la Murgia per toccare il Salento e per poi infine arrivare al mare.

Sono ospiti fissi del programma televisivo “Live for Puglia” in onda tutti i mercoledi alle 21.00 su Studio 100 sat (canale 837 su piattaforma Sky)

Nel maggio 2010 i Terraròss, realizzano il loro primo e fortunato CD “Na sunète fore la marinare” disponibile su itunes http://itunes.apple.com/us/album/na-sunete-fore-la-marinare/id362154027 (inciso nel ritrovo storico del gruppo) ;

 

Info: www.terraross.it – 3473103244